Spadaro, il mito di Capri meglio riuscito (dopo Tiberio) – 2018

Il caprese più famoso, dalla seconda metà dell’ottocento fino agli anni Trenta del Novecento, fu sicuramente il marinaio Francesco Spadari, conosciuto al mondo intero semplicemente come Spadaro. Ritratto in infinite foto, cartoline e dipinti, amico degli scrittori e degli artisti che frequentavano, all’epoca, Capri, divenne un vero e proprio “fenomeno” mediatico esaminato, perfino, dal filosofo T. Adorno. Uomo dal “multiforme ingegno”, prima di essere consacrato sull’altare della notorietà internazionale come tipo popolare, Spadaro aveva già esercitato diversi mestieri che ne avevano affinato l’arguzia, il talento e la parlata. Doti che gli sarebbero ritornate utili al cospetto delle miriadi di turisti che affollavano l’isola e facevano la fila per fotografarlo in posa esclusiva. Spadaro, inventandosi il mestiere di “vecchio pescatore”, non aveva fatto altro che seguire una traccia già segnata da altri, nobilitandola. Con la differenza che il suo lavoro non era di tipo manuale ma, diciamo, pur essendo analfabeta, di concetto: un lavoro non particolarmente stancante, anzi, per certi versi, piacevole ed assai remunerativo.