Sergio Ruocco – Disegni – 2018

Disegni a matita, china e carboncino che rappresentano scorci di Capri ed Anacapri, impressioni dei vicoli e dei luoghi dell’isola di Capri, raccontati su carta, con un taglio quasi fotografico, dall’artista isolano Sergio Ruocco. Scorci e vedute elaborati nel corso degli anni, alcuni nati come semplici studi su colori e composizione, come le rielaborazioni a china ed acquerello di alcune vedute di Giacinto Gigante, altri invece  rappresentano una sorta di appunti, vere e proprie fotografie ricordo che fissano nella mente dettagli dell’isola tanto amata dall’artista. È questo il percorso della mostra “Sergio Ruocco. Disegni”, allestita a partire dal 21 luglio negli spazi di Emporium, dove saranno esposti oltre venti disegni ed alcune opere piu’ e meno recenti firmate dal pittore caprese.

SERGIO RUOCCO

Sergio Ruocco, nato a Capri nel’ 74, ha iniziato il suo percorso artistico sotto la guida del maestro Paolo Vellino. Subito dopo la laurea in scienze politiche, conseguita presso l’Università degli studi di Napoli, Ruocco si è dedicato completamente alla pittura, coltivando la sua inclinazione naturale per il disegno che lo appassiona da sempre. Nel luglio del 2009 la sua prima mostra personale svoltasi nel palazzo comunale, a cui seguono altre esposizioni presso il Centro Ignazio Cerio, a Capri, una collettiva presso il Circolo Nazionale a Caserta. La ricerca dell’armonia, del dialogo, dell’empatia con gli altri da raggiungere anche suscitando una semplice emozione è perseguita dall’artista attraverso tempere, oli, collage anche di grandi dimensioni in cui Ruocco si esprime attraverso il colore, i suoi abbinamenti, il materiale. L’artista intraprende un percorso che lo porta poi ai lavori con colori e materiali diversi per eseguire un insieme di coraggiosi salti nell’irreale allo scopo di tirare fuori le proprie emozioni, anche gli eccessi, fisandoli sulle tele come riflessi del proprio animo da comunicare a chi guarda.

“ quando dipingo entro in armonia con il colore ed il materiale, oltre che con me stesso e mi accorgo che il quadro è finito quando nel mio sguardo è completamente definito. L’irreale è una struttura di noi stessi che ci emoziona.”